“La Scala dei Chiostri”, un origami di ferro bianco al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano
A distanza di cinquant’anni dall’ultimo intervento eseguito dagli architetti Portaluppi e Reggiori nel Cinquecentesco ex Monastero degli Olivetani, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano “Leonardo da Vinci” è stato oggetto di una nuova azione architettonica firmata dallo studio AR.CH.IT Luca Cipelletti di Milano: una scala leggerissima, un origami di ferro bianco che si srotola in un pozzo vertiginoso illuminato da una grande bifora.
Il motivo dell’intervento, che ha interessato una porzione dell’edificio monumentale adiacente alla chiesa di San Vittore, nasce da un indispensabile adeguamento alla Normativa Antincendio e dalla naturale necessità di consentire al pubblico l’accesso alla nuova sezione del Museo.
L’attenzione nei confronti dello storico immobile ha portato, in accordo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, alla scelta di una distribuzione verticale con un’impronta architettonica che valorizzi gli elementi preesistenti anziché il semplice posizionamento di una scala e di un ascensore che abbiano solamente i requisiti per garantire l’adeguamento alla normativa.
Analizzati gli spazi minimi per ospitare un ascensore e un corpo scale, si è constatato che l’area di un modulo delle volte, in prossimità della bifora di fondo della grande galleria al primo piano non era sufficiente per collocare entrambi gli elementi, anche nel caso in cui si fosse scelto di posizionare un ascensore con una scala che gli gira attorno. Tuttavia, questo tentativo risultava essere il meno soddisfacente da un punto di vista di tutela e valorizzazione dell’edificio in quanto il corpo ascensori avrebbe completamente occultato la bifora di fondo.
Ci si è quindi diretti verso la scelta di occupare due moduli arretrando il corpo dell’ascensore. In questo modo si è creato un grande vuoto con una scala, naturalmente illuminata dalla grande bifora, che diventa protagonista a tutta altezza di questo volume.
Per quanto riguarda il posizionamento delle rampe è stato innanzitutto necessario tenere conto delle aperture esistenti ai vari piani, integrandole – cosa non semplice – nel calcolo della scala di sicurezza, così da mantenere intatti i muri perimetrali, senza creare ulteriori bucature. Per garantire il collegamento tra la sala di Siziano e la grande galleria di Telecomunicazioni si è preferito gestire un pianerottolo che potesse anche servire come punto di vista e valorizzazione della bifora. Una delle due rampe è parallela al corpo dell’ascensore mentre l’altra risulta inclinata proprio per assecondare il disegno delle bucature esistenti cercando di rendere la stessa scala il più possibile leggera, all’interno di un grande vuoto.
Ed è proprio la rampa verso la bifora che – inclinata in modo deciso sulle bucature esistenti permette di avere una superficie minore possibile di pianerottoli conferendo alla scala un disegno più dinamico, aumentando notevolmente l’area di vuoto (e quindi di luce) e cercando infine di dare alla stessa un’identità architettonica integrata sulle preesistenze.
Progetto Architettonico: Arch. Luca Cipelletti
Progetto Strutturale: Ing. Gianni Turi
Progetto Illuminotecnico: iGuzzini
Coordinamento progetto per il Museo: Arch. Angela Borrelli
Coordinamento Sicurezza: Arch. Francesca Besozzi
Finanziamento: Comune di Milano
Impresa Costruzioni: Grassi&Crespi e SACIF
Sponsor tecnico luci: iGuzzini