Fondato nel 2000 dall’architetto Luca Cipelletti studio AR.CH.IT lavora con clienti pubblici e privati, in Italia e all’estero, su progetti che spaziano dall’urbanistica all’architettura, dalla museografia alla direzione artistica, con una continua attenzione per la ricerca. Lo studio persegue un approccio progettuale flessibile ed interdisciplinare: adatta la propria struttura interpretando i caratteri di ogni singolo progetto, attento al contesto, alle necessità, ai desideri, alle opportunità ed agli obiettivi. Lo studio persegue da anni una ricerca interdisciplinare, mettendo in Conversazione arte e architettura, una rinnovata metodologia di lavoro capace di generare visioni ed un contributo sensibile alla qualità culturale della progettazione.

Conversazione con Luca Cipelletti di Maria Cristina Didero

Ampliamento del Museo della Scienza di Milano

Un progetto darwiniano. Un nuovo passo del processo evolutivo dell’istituzione che dal 1953, anno della sua fondazione, si trasforma incessantemente” (Irene Guzman, ABITARE 553)

“Visitando gli spazi delle Cavalelrizze viene in mente quanto scriveva Calvino in “Le città invisibili”: «La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, virgole» (Paolo Lavezzari, L’UOMO VOGUE 470 )

Fuori Salone 2016_The Shit Evolution

The Primordial Products of The Shit Museum
Una mostra del Museo della Merda
In collaborazione con SIAM Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri
Co-prodotta con 5Vie Art + Design
In conversazione con Dirty Furniture Magazin

Primo Premio_Milano Design Award

con la seguente motivazione: “per il racconto di un processo di grande complessità e innovazione, capace di destabilizzare la percezione comune. Il percorso didattico scardina tutti gli stereotipi didascalici per proporre un’esperienza sensorialmente rilevante, che promuove una nuova visione della cultura del progetto.”


Il Giardino di Hypnos. Progetto per una necropoli contemporanea

“Il giardino è portatore di sacralità; è qualcosa di concreto, ma anche una macchina allegorica. Esso è molte cose: simboli, stemmi, emblemi; è Arcadia, Eden, Pan, Demetra, profezia e oracolo, araldica e magia, cerimonia e incanto.” (Lea Vergine – ABITARE N.150)

un giardino pensato perchè ciascuno possa trovarvi il progrio sentiero; un cimitero dove i vivi sono invitati a parlare con i defunti, ma soprattutto tra di loro” (Maria Cristina Didero, CASA VOGUE n.39 aprile 2013)

Un grande, possente edificio ad arco blu cobalto segnato da una porta centrale d’ingresso, limite sacro tra i due monti, ma insieme luogo capace di accogliere il silenzio della preghiera e del sacro, qualsiasi esso sia!” (Luca Molinari, “Anne e Patrick Poirier, Il giardino della memoria. Progetto per una necropoli contemporanea” – SKIRA 2010)

Il Fondaco in Portofino: una conversazione tra arte e architettura

Un dialogo illuminato tra arte, design, architettura e paesaggio che proietta la storia nel futuro” – “il risultato di un incontro virtuoso, tra un architetto appassionato, Luca Cipelletti e un maestro dell’arte contemporanea, David Tremlettun dialogo il cui risultato è un progetto totale, fatto di corrispondenze tra linguaggi artistici, architettura e design” (Francesca Taroni – Filippo Romeo, LIVING 6 – 2014 – Corriere della Sera)

“Le rigide regolamentazioni costruttive della Regione presupponevano che Cipelletti riproponesse fedelmente l’esistente. Ma lui ha coinvolto l’artista Inglese David Tremlett” – “Questa è la prima volta in almeno cent’anni che qualcuno porta un cambiamento alle regole progettuali di Portofino.” (JJ Martin, WALLPAPER* – July 2014)

“I colori dominanti delle case del borgo, i classici giallo e rosso genovese, sono stati reinterpretati nelle linee geometriche delwall-drawing artist David Tremlett, che ha decorato la facciata nella recente ristrutturazione della dimora della convivialità, con lo scopo di ridestare i portofinesi e creare un movimento impegnato nel recupero del territorio e delle tradizioni” (Elisabetta Caprotti, VOGUE – maggio 2015)

Galleria Project B

“Il tema luce, presso la galleria, deriva da una diretta emanazione del luogo materico in un contesto plasmato dal rigore geometrico e dalla visione spaziale dell’arch Luca Cipelletti” (Jacqueline Ceresoli – LUCE n.302)

The Shit Museum

“One of my most surprising discoveries of recent “ (Hans Ulrich Obrist, DAS Magazin)

Together with architect Luca Cipelletti, curator Gaspare Luigi Marcone and gallerist Massimo Valsecchi, Locatelli created a museum inside a late-medieval castle on the site to showcase the potential uses and benefits of the waste material.” (Dezeen.com)

“the shit museum brings together bio-mechanics and environmental art and places them alongside the agricultural landscape” (designboom.com)

La Scala dei Chiostri al Museo della Scienza di Milano

“L’intervento è riuscito così a conferire alla nuova scala un’identità architettonica perfettamente integrata alle preesistenze”  (Maria Vittoria Capitanucci, Milano – Le nuove architetture. 2012 SKIRA Editore)

Il progetto “La Scala dei Chiostri” ha ricevuto una menzione speciale nella “Rassegna Lombarda di Architettura Under 40 – Nuove proposte di Architettura – Terza Edizione” con la seguente motivazione: “Si apprezza la qualità costruttiva e l’attenta misura nel controllo dei dettagli”

Pure illusion. La ristrutturazione di un appartamento privato a Milano

“L’opera di Ugo Mulas come epicentro della ristrutturazione. Il progetto di interior della sua casa milanese è partito proprio da lì, racconta l’architetto Luca Cipelletti. “Non volevo alternare l’anima sobria e formale, ma allo stesso tempo desideravo darle un po’ di linfa vitale, una ventata d’aria fresca”. E allora le pareti bucate per rispondere a un desiderio: guardare oltre” (Claire Bingham, CASE DA ABITARE)

“Arte e Architettura in conversazione. Una tripletta di specchi che sembrava riflettere l’infinito, anche se, in realtà, si trattava di tagli nelle pareti per unire le tre stanze” (Suzy Menkes, The New York Times)

“…in modo esperto Cipelletti dirige l’occhio del visitatiore soffermandosi sui dettagli.” (Kerstin Rose, AD Germany)

Padiglione Italia EXPO 2015

Concorso Internazionale per il Padiglione Italia di EXPO 2015

Triennale - L'energia di Milano

“Un plastico sfaccettato proietta luci in 3D e fornisce una mappatura integrata del territorio” (Michela Finizio, Il Sole 24Ore,  5 domande a…)

“La scelta di questo linguaggio espositivo non è solo una sfida per cercare di raccontare un archivio fotografico storico in modo contemporaneo, ma è anche volutamente un progetto che cerca di raccontare la storia di AEM vista da un ponte che guarda al futuro, che è quello dei progetti più avanzati di A2A.” (LUCE n. 5/2010)

retrospettiva_Altrove: Soundwalk Collective_26/7-29/8 Capo d'Arte

l’ambizione di mostare il suono” (Marilena di Tursi, Corriere della Sera)

A Gagliano questa ‘sonificazione dell’invisibile’ assume specifica complessità di esperienza spaziale…grazie al percorso ambientale definito con intelligente cura dall’architetto milanese Luca Cipelletti i suoni scorrono, s’incurvano o si raccolgono negli ambienti muti. Dialogano con i fantasmi dei pazienti evocati dalle loro cartelle di ospedale, una sorta di Spoon River della malinconia sofferente in queste terre estreme” (Pietro Marino, Gazzetta del Mezzogiorno)

Palazzo Reale - Savinio

“Un allestimento (firmato ARCHIT) di sicuro impatto emotivo: pareti rosse tagliate da improvvise finestre irregolari (come quelle che ricorrono nei dipinti), sale in penombra, ogni quadro il suo faro: come a teatro.” (Armando Besio – La Repubblica)

“Una mostra allestita con pareti rosse pompeiane dove si aprono finestre prospettiche che riprendono quelle dipinte in molti quadri e attraverso le quail lo sguardo scivola nella stanza successive replicando il gioco d’inganno fra realtà e illusione, tema centrale nell’opera dei De Chirico” (Francesca Bonazzoli – Corriere della Sera)

Arthur Arbesser, Luca Cipelletti, Carlo Valsecchi: Conversation Piece

“This artistic coupling is tough to execute because it requires designer and artist to be kindred spirits in using colour, texture – and imagination. Valsecchi art and Arbesser’s fashion, curated by Cipelletti, seemed a perfect fit”. (Suzy Menkes, VOGUE)

Direzione artistica per l'ONU

La curatela, le mostre, la grafica e gli eventi sono generalmente capaci di tradurre in modo semplice il significato più complesso delle parole, dei concetti, per arrivare così alle persone e a chi, grazie a loro, ha il potere di cambiare le cose. Questo è l’aspetto più difficile ma certamente anche più bello e gratificante di una lunga collaborazione che dal 2003 porta Luca Cipelletti a lavorare come Art Director con le Nazioni Unite – Millennium Campaign.